La pressione fiscale sfiora il 40 %

Da una indagine del noto quotidiano Ilsole24ore sui dati di oltre 230 mila bilanci di azienda (depositati in formato elettronico Xbrl) l’incidenza delle tasse sui profitti negli ultimi anni ha addirittura sfiorato il 40 %. I dati sono stati forniti dal sistema Infocamere.

Sebbene nel 2014 si è assistita ad una riduzione di 1,1 punti percentuali rispetto al 2012, vi sono settori dove il dato rimane praticamente invariato (ad esempio nel settore manifatturiero) ed altri dove il tax rate viene registrato in aumento (energia, costruzioni ,sanità, servizi alle imprese).

Ad esempio nel settore del noleggio , agenzie di viaggio, imprese di servizi il peso delle tasse è stato del 37,6 % con un balzo in avanti rispetto dell’1,4 %. Per quanto concerne il settore sanità e assistenza sociale l’incremento è stato dell’1 % con un tax rate indicativo del 40,2 % (in media le imprese che fanno parte di questo settore hanno pagato circa 30.509 euro di tasse in più rispetto al 2012). Per le attività manifatturiere l’incremento è stato abbastanza contenuto (+ 0,1 %) ma in media le aziende hanno pagato 62.562 euro di imposte in più rispetto ai due anni precedenti.

Inoltre la statistica è stata effettuata tenendo conto del peso delle imposte dirette (Irap e Ires) sulla voce di bilancio “Risultato prima delle imposte”.

Di conseguenza il dato inerente il tax – rate complessivo risentirà anche di agevolazioni specifiche (ad esempio l’Ace per chi inserisce capitali all’interno delle aziende e delle regole utilizzate per determinare l’utile fiscale come la limitazione alla deduzione dell’imu, alle spese di rappresentanza fiscale, ecc.) Di conseguenza la riduzione dell’ 1,1 % registrata nel periodo 2012-2014 potrebbe avere come causa anche il miglioramento dei conti che è stato registrato nel 2014 (basti pensare che la quota delle società in perdita è passata dal 32,9 al 32 %).

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